Nel giorno del trionfo del nuovo partito, mi sembra d’uopo sottolineare - con riferimento al precedente post e alla puntata di ieri sera di Report - che Pd potrebbe essere l’acronimo di un’altra compagine , il Partito derivati. Un partito transpolitico, che va dalla sinistra radicale alla destra post fascista passando per i poteri più o meno forti dell’informazione e della finanza globalizzate, accorpando - per citarmi, scusate il narcisismo, come scrissi nel post sul pacchetto sicurezza - “il fior fiore dell’inefficienza del settore pubblico e della rapacità di quello privato”, senza voler affrontare la questione delle probabili ma solitamente poco dimostrabili collusioni con la criminalità organizzata, anch’essa ormai felicemente globalizzata.
Premettendo -a scanso di equivoci - che non mi interessa fare discorsi antipolitici, ma mi pare che questo sia un discorso ultrapolitico, la prima considerazione che mi viene da fare è che tutta questi amministratori incapaci- pare secondo Report che siano coinvolti 900 enti pubblici - se ne devono andare, non affanculo, ma semplicemente a fare altro perché o non sono in grado di gestire i loro più o meno magri bilanci e dunque devono essere licenziati per incompetenza, oppure sono in malafede - perché le loro azioni sono volte a favorire le banche che lucrano sui debiti della comunità - e allora devono essere non solo allontanati dalle loro mansioni ma anche pesantemente perseguiti, finanziariamente - direi - piuttosto che penalmente.
Bell’invito, il tuo “non affanculo, ma semplicemente a fare altro”, decisamente sottoscrivibile.
Ma poi, una volta sottoscrittolo, che cosa cambia? Potrebbe solo cambiare, se non oggi, certo domani, la nostra residenza, trasformandola in coatta.
È il mondo nuovo, al quale ci stiamo avvicinando sempre più. Io, un conforto ce l’ho, come tutti quelli che, dopo l’Anticristo, sanno del ritorno di Cristo. Mi chiedo come faccia a tirare avanti, chi sia privo di questo conforto.
Ciao. Ipo
Ci si prova, caro Ipo, e - forse - la privazione di tale conforto in “donne e uomini di buona volontà” non sarà giudicata un demerito, in quanto comporta un aumento di sofferenze, nel momento in cui
Yehoshua ben YussufYeshua ben Yusuf o chi per lui - secondo chi crede - tornerà.Non sapevo che Lo chiamassero pure così. Preferisco ibn Mariam, visto che - anche per il Corano - Giuseppe non Ne fu il padre effettivo.
Profonda, la tua considerazione sull’aumento di sofferenze. No, non credo che “sarà giudicata un demerito”. Non è su questioni dottrinali, l’Esame finale.
Ho fatto ricerche: con il beneficio della traslitterazione
la versione ebraica dovrebbe essere Yehoshua ben Yosef,
l’aramaica è Yeshua ben Yusuf
l’araba è Isa ibn Yusef (o ibn Maryam secondo la tradizione qur’anica).
Personalmente mi atterrei all’aramaico, lingua da lui parlata.
La questione che riguarda chi ne fu il padre è, ovviamente, un discrimine:
di qui la storia, di là la fede.