“A Woman under an Influence” - : Madame Bovary c’est John Cassavetes

27 11 2007

John Cassavetes e la sua incredibile famiglia cinematografica fanno impallidire tutto quel che li circonda in questa surreale, museale, nuova edizione del TFF.Ora non ci interessa che di loro: chi se ne frega delle code per vedere tutti gli altri film, l’organizzazione pasticciera, i ministri, le stelle, quando da qualche sperduto sobborgo losangelino, gonfi di bourbon e di sogni da infrangere vediamo apparire lui e la sua banda di meravigliosi svitati.

John Cassavetes non recita in A Woman under an Influence, egli stesso è un personaggio del film, Mabel, la cui sua parte - è splendidamente interpretata dalla moglie Gena Rowlands.

Cassavetes stesso è Mabel e A Woman under an Influence prima che un film sulla follia (di chi? e quale poi?), sui conflitti familiari o sulla condizione femminile è soprattutto un film sul suo modo di fare cinema, di dirigere gli attori, di mettersi in sempre in gioco, perché in questo gioco ne va della della vita.





Prime considerazioni sul TFF25

26 11 2007

Abbiamo vissuto intensamente i primi tre giorni del Torino Film Festival, con grandi soddisfazioni causate soprattutto dalla retrospettiva su John Cassavetes e grandi delusioni provocate dall’organizzazione approssimativa che rende quasi impossibile agli abbonati e accreditati la fruizione di due spettacoli consecutivi, anche nello stesso cinema, e obbliga tutti a code snervanti (almeno per chi scrive).
La rivoluzione “elettronica” è un mezzo fallimento perché i lettori ottici sono lenti e spesso non funzionano, i computer vanno spesso in tilt, così come la pazienza dei malcapitati in code e dei ragazzi dello staff (di cui rispettiamo sommamente il lavoro faticoso e probabilmente malpagato e precario).
Eppure le code stesse fanno audience e procurano visibilità e passaggi televisivi, così per gli organizzatori va tutto bene, perché accrediti e spettatori sono raddoppiati (ma dov’è il raddoppio delle sale?) e gli incassi - con il nuovo sistema di ripartazione dei posti in sala - moltiplicati.





“The Art of Negative Thinking” : Penso negativo, dunque sono

25 11 2007


Sarebbe piaciuta a Ivan Illich questa farsa nera - sulle inabilità esistenziali (ed esistentive) di un gruppo di disabili, dei partner di due di loro e della loro terapista/team leader - per la sua sfiducia nell’assistenzialismo fatto cadere dall’alto e per la sua pratica - trovata più che cercata - di una convivialità che manda a “fare in culo” il bieco solidarismo welfarista social-liberaldemocratico e scatena il piccolo anarchico che si annida nell’esistenza di tutti: inabili, abili e arruolati, disabili, diversamente abili che siano. Da segnalare le interpretazioni di Fridtjov Såheim (Geirr) e Marian Saastad Ottesen (Marte) e la burbera simpatia dimostrata nel corso della breve intervista dopo la proiezione dal regista esordiente Bård Breien.





“Opening Night”: La tragedia secondo Cassavetes

23 11 2007

Moderna trilogia tragica con epilogo satiresco Opening Night è un film smodatamente bello, feroce, crudele e insaziabile come le vite dei protagonisti/antagonisti; ma soprattutto come il personaggio di Myrtle, di cui una Gena Rowlands intrisa di fuoco divino fa vibrare ogni possibile corda recitativa.





“Don’t Come Knocking”: Un tramonto dell’occidente

23 11 2007

L’antonomasico attore di western (S.Shephard) braccato da un mortifero angelo della morte (T.Roth) attraverso la madre (E.M.Saint) viene condotto alla presenza del figlio (Mann) avuto da una grande passione (J.Lange).
Le mani da ontologo di Wim Wenders e lo sguardo schizotico di Sam Shephard raccontano uno dei milioni dei possibili tramonti di questo occidente, ambientato in una sua declinazione estrema: Butte, Montana.
Se Paris, Texas poteva dirsi uno dei primi esempi di dramma cinematografico postmoderno, Don’t Come Knocking ne rappresenta una possibile epitome, con tutti i pregi e i difetti del genere. Comunque, averne…





Il Premio Tenco a Marianne Faithfull

9 11 2007


Marianne Faithfull è Irina Palm, diretta da Sam Garbarski
in programma al TFF
Ambrosio 1 Sabato 24 h.20:00
Ambrosio 2 Domenica 25 h.12:15

Tutte le disavventure e i dolori che ha patito, di qualunque genere, la voce li ha magicamente assorbiti e infallibilmente trasformati in qualcosa di ricco e di strano. Vogliamo premiare questa ricchezza, questo difficile percorso indipendente. Vogliamo dire grazie per i suoi quarant’anni di musica a Marianne Faithfull“.
(Club Tenco)





Aleksandra a Torino

8 11 2007


Il giorno dopo le conferenze stampa di presentazione vogliamo parlare di cinema, lasciando le polemiche ai media ufficiali. Il TFF promette bene offrendo, oltre alle retrospettive dedicate a Wenders e Cassavetes, interessanti anteprime e fuori concorso.
Innanzitutto segnaliamo, inserendo un trailer in russo con sottotitoli francesi, quel che pare essere un capolavoro annunciato: Aleksandra di Sokurov, con il soprano Galina Višnevskaja, vedova del grande violoncellista Rostropovič, nel ruolo di titolo: una sorta di Grande Madre Russia che va in visita di un suo nipote, ufficiale in Cecenia.
Dal trailer emergono l’ormai inconfondibile fotografia dagherrotipica di Sokurov, l’immensa umanità della leggendaria Galina Pavlovna, e tutta la malinconia di una soffocante drôle de guerre caucasica.
Non vediamo l’ora di vederlo.