Aimé Césaire

19 04 2008
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PARIGI (Reuters) - Il poeta franco-caraibico Aimé Césaire, padre fondatore del movimento della négritude che promuove l’orgoglio nero, è morto oggi all’età di 94 anni in Martinica, il suo paese natale. Lo ha riferito oggi il ministero della Cultura francese.
Césaire, che è stato sindaco della capitale martinicana Fort-de-France per più di mezzo secolo — dal 1945 al 2001 –, era stato ricoverato in ospedale la scorsa settimana per problemi cardiaci.
Le sue opere raccontano delle imposizioni subite dai popoli coloniali di diverse origini agli inizi del 20esimo secolo, e dei tentativi della Francia di assimilare le genti di colore alla propria cultura.
Temi che risuonano ancora nella vita politica della Francia, che anche oggi affronta il problema dell’integrazione dei suoi cittadini di origine africana.
Il cantore della négritude non ha mai rinunciato completamente alla politica, neanche negli ultimi anni della sua vita: nel 2005, Césaire si è rifiutato di incontrare l’allora ministro dell’Interno Nicholas Sarkozy, a causa del sostegno del suo partito, l’Ump, a una legge che proponeva di riconoscere l’eredità positiva lasciata dal dominio coloniale francese, provvedimento successivamente abrogato.
Césaire fondò nel 1934 L’Etudiant Noir, rivista che incoraggiava le popolazioni di colore alla presa di coscienza della propria identità. Co-fondatore della rivista fu l’intellettuale africano Leopold Senghor, divenuto poi presidente del Senegal.
Voce anti-coloniale degli anni Sessanta, l’autore caraibico divenne famoso per il suo Diario del ritorno al paese natale, scritto alla fine degli anni Trenta, in cui si legge “la mia negritude non è una torre né una cattedrale, ma affonda le sue radici nella rossa carne della mia terra”.
Le sue poesie esprimono le condizioni della popolazione di colore dei Caraibi e descrivono la riscoperta di un senso di identità africana. In Discorso sul colonialismo, pubblicato nel 1950, Césaire paragona il rapporto tra coloni e colonizzati a quello che c’era tra i nazisti e le loro vittime.




I primi vagiti della III Repubblica

18 04 2008

Va ridimensionandosi la cordata “Io amo l’Italia, io volo Alitalia“ e riprende corpo l’opzione Air France - salvo un improbabile intervento post-sovietico del migliore amico di Berlusconi - dopo l’incontro di ieri sera fra il sottosegretario all’Economia, Massimo Tononi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio uscente Enrico Letta (PD), suo zio Gianni Letta (PDL), vice-presidente in pectore del terzo governo Berlusconi e l’amico e consigliere del Cavaliere, Bruno Ermolli hanno elaborato” un decreto bipartisan per allungare la vita a Alitalia forse attraverso una linea di credito, probabilmente, da 100 milioni, a tassi di mercato che il Tesoro attiverebbe a favore della compagnia, a brevissimo termine. Sotto la lente dell’Ue. Il governo Prodi lo emanerebbe la prossima settimana. Il governo Berlusconi lo dovrebbe convertire entro i successivi 60 giorni 1.” Leggi il seguito di questo post »